IO CRAIG HODGES – Attivista nero e campione NBA

La storia di Craig Hodges si dimostra ancora fortemente e dolorosamente attuale, se consideriamo la protesta “Black Lives Matter”. Accolto con entusiasmo sia da parte dei lettori sia da parte della critica:

Hodges ha narrato la propria avvincente storia con grande passione, dando spazio a personaggi che vanno da Jordan, Magic Johnson e Phil Jackson a Muhammad Ali, Arthur Asher e Kareem Abdul-Jabbar, fino ad arrivare ai giorni nostri. (Guardian)

Un libro scritto benissimo e brutalmente onesto. Se avete amato i Chicago Bulls di Michael Jordan, se vi interessa la storia afroamericana o se semplicemente vi affascina il legame fra politica e sport, vi raccomando questo libro. In breve, la vita di Hodges è incredibile e la sua autobiografia è inestimabile. (Aethlon: The Journal of Sport Literature)

È ora di liberare Craig Hodges dall’esilio che gli è stato imposto e collocarlo nel posto che gli è sempre spettato: nell’esiguo numero di quegli atleti attivisti che non hanno mai piegato la testa, hanno pagato il prezzo delle proprie battaglie e sono stati sì feriti ma almeno non hanno rimpianti. (dalla prefazione di Dave Zirin, giornalista sportivo)

SCHEDA TECNICA
  • Dimensione: 15X21
  • Pagine: 224
  • Prezzo: Euro 18,00
  • ISBN: 9788899146887

Craig Hodges ha giocato nell’NBA per dieci stagioni, vincendo nel 1991 e nel 1992 due campionati con i Chicago Bulls, allora dominati dal leggendario Michael Jordan e dall’astro nascente Scottie Pippen. Ma nella vita di Hodges non c’è stato solo il basket. A raccontarlo oggi è lo stesso “numero 14” che in questa autobiografia, realizzata in collaborazione con lo scrittore e attivista statunitense Rory Fanning, riunisce i due campi in cui il suo spirito, battagliero fin da bambino, è stato impegnato: il parquet dell’NBA e i diritti civili dei neri. Due anime, quella del giocatore e quella dell’attivista, che Craig Hodges ha tentato invano di conciliare, in un mondo regolato più dagli interessi economici che dai valori morali. Eppure, lui in nome di quei valori ha avuto il coraggio di combattere da solo, contro tutto e tutti. Pronto anche a mettere a rischio una carriera per cui tanti altri venderebbero l’anima al diavolo.